Incentivi per CER (Comunità energetiche rinnovabili) e gruppi di autoconsumo 2024

Il decreto CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) rappresenta una svolta per lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili (CER), dei gruppi di autoconsumatori e dell’autoconsumo a distanza. In questo articolo, analizziamo le novità introdotte dal decreto, con un focus sui nuovi incentivi e su come cambiano le cose in questo settore.

1. Chi può accedere alle tariffe incentivanti previsti dal decreto CACER?

Gli incentivi previsti dal decreto CACER sono destinati alle seguenti configurazioni per l’autoconsumo diffuso:

  • Gruppi di autoconsumatori;
  • comunità energetiche rinnovabili (CER);
  • autoconsumatori a distanza.

1.1 I gruppi di autoconsumatori (CER condominiali limitate ai limiti condominiali)

I gruppi di autoconsumo sono un insieme di almeno due utenti autoconsumatori che si trovano nello stesso condominio o edificio, e che decidono di associarsi nella produzione di energia elettrica rinnovabile.

Gli utenti autoconsumatori possono essere sia nuclei familiari che soggetti esercenti attività professionale o d’impresa. Nel caso dei professionisti e delle imprese però, è richiesto che la vendita di energuia non costituisca l’attività commerciale o professionale principale (cioè non possono associarsi trader di energia).

Nella configurazione più semplice questa configurazione può rappresentata da un condominio con un impianto fotovoltaico su utenze condominiali e come soci tutti i condomini. Ovviamente non è erscluso che nel gruppo ci possano essere più impianti di produzione dell’energia di proprietà condominiale o dei condomini.

Dal punto di vista burocratico questa soluzione è più semplice delle successive, in quanto si può nominare come soggetto responsabile l’amministratore e costituire la comunità tramite un verbale condominiale.

1.2 CER comunità energetiche rinnovabili

La comunità energetica rinnovabile CER si svincola dal limite dei confini del condominio e può coprire tutto il territorio alimentato elettricamente da una cabina primaria; tenuto conto che spesso quest’ara può coprire una piccola città le opportunità si allargano. L’obiettivo principale della CER è quello di creare benefici ambientali, economici o sociali, a livello di comunità.

Volendo riassumere le forme di incentivo

Possono far parte delle comunità energetiche CER: sempre persone fisiche e imprese se private, la partecipazione alla comunità non dovrà costituire l’attività principale.

  • Persone fisiche;
  • PMI (Piccole e Medie Imprese);
  • Enti territoriali o autorità locali, incluse le amministrazioni comunali, gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, gli enti del terzo settore, gli enti di protezione ambientale e le amministrazioni locali.

La CER si costitisce attraverso atto pubblico, contenente lo statuto, il criterio di ripartizione delle quote dei ari soci, oltre la nomina di un rapprsentante.

1.3 Autoconsumo a distanza

Permette di consumare l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato in un luogo diverso da quello di produzione, sfruttando la rete elettrica del distributore. In questa configurazione c’è un solo soggetto, che può avere più impianti (punti di mmissioni) e più punti di prelievo (ad esempio un titolare di azienda con diversi punti sulk territorio).

Indice della guida >>

2. Le tariffe incentivanti e corrispettivo di valorizzazione

Gli incentivi erogati hnno durata di 20 anni legati e sono legati alla quantità di energia prodotta è condivisa tra i membri che aderiscono alle tre forme di autoconsumo diffuso viste nel punto precedente.

Volendo riassumere le forme di incentivo/ricavo sono:

  • Tariffa premio o incentivante;
  • Corrispettivo di valorizzazione;
  • Vendita dell’energia in esubero;
  • Contributo in conto capitale PNRR.

Il contributo in conto capitale legato al PNRR è destinato solo a copmunità in comuni con popolazione fino a 5000 abitanti: ne pareremo nel capitolo successivo.

2.1 A quale parte dell’energia prodotta si applicano le tariffe di cui sopra?

Le tariffe viste sopra non si applicano a tutta la produzione dell’impianto ma solo alla parte autoconsumata dalla comunità. Ad esempio se nel mese x produco 1000 kWh di cui, 500 li autoconsumo, 500 li condivido nella comunità, il contributo è applicato a 500 kWh.

2.2 Tariffa premio o incentivante

Nella tabella qui sotto è riportato l’incentivo per ogni kwh consumato in una delle tre forme di autoconsumo diffuso viste in precedenza.

Potenza dell’Impianto TIP (Tariffa Premio) Limite massimo tariffa premio
> 600 kW 60 + max(0, 180 – Pz) 100 €/MWh
> 200 kW e ≤ 600 kW 70 + max(0, 180 – Pz) 110 €/MWh
≤ 200 kW 80 + max(0, 180 – Pz) 120 €/MWh

Il nuovo decreto (denomnato CACER) fissa il contributo in funzione della potenza degli impianti ma anche del prezzo zonale medio (PZ) fissando un tetto massimo per il contributo.

Oltre quest’incentivo è previsto un ulteriore bonus, chiamato fattore di correzione, che tiene conto della minor disponibilità di irradiazione solare di alcune regioni rispetto altre.

Zona Geografica Fattore di Correzione
Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo + 4 €/MWh
Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto + 10 €/MWh

2.3 Il coefficiente di valorizzazione

Questo coefficiente tiene conto del fatto che in molte configurazioni si sgravia la rete del distributore relativamente al trasporto e distribuzione, più precisamente ha tre componenti:

  • Trasmissione: il costo per trasportarte l’energia dal produttore verso la rete locale;
  • Distribuzione: costo per distribuire sul territorio l’energia elettrica;
  • Perdite di rete: perdite in rete causate dal passaggio della corrente elettrica.

Le tre componenti non vengono rimborsate a tutte e tre le forme viste ma solo al gruppo di consumatori, proprio perchè produzione e consumo avvengono nello stesso edi ficio: nella tabella qui sotto troviamo le voci rimborsate per ogni tipologia di gruppo di autoconsumo diffuso.

Trasmissione Distribuzione Perdite di Rete
Gruppi di Autoconsumatori SI SI SI
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) SI NO NO
Autoconsumatori a Distanza SI NO NO

Il valore di queste componenti è fissato trimestralmente dall’autority ARERA.

3. Il contributo in conto capitale per CER e gruppi di autoconsumo in comuni fio a 5000 abitanti

Se la comunità energetica o il gruppo di autoconsumatori ha sede in un comune con poplazione massima di 5000 abitantei è possibile ricevere un contributo in conto capitale-, contributò però che peserà sulle tariffe incentivanti viste sopra. Sono esclusi dal controbuto i consumatori a distanza.

3.1 Quanto si può ottenere di contributo?

Il contributo massimo è pari al 40% del valore dell’impiamnto installato con un limite massimo per costo al kWp dell’impianto stesso: questo limite è ripoertato in tabella.

Potenza dell’impianto (kW) Importo (€/kW)
Fino a 20 1.500
Oltre 20 fino a 200 1.200
Oltre 200 fino a 600 1.100
Oltre 600 fino a 1.000 1.050

Nella tabella qui sotto riportiamo il calcolo dell’anticipazione per diverse potenze di impianto: ad esempio per un impianto da 6 kW il prezzo massimo su cui poter applicare l’anticipazione è 9.000 €, di conseguenza possiamo ottenere un contributo in conto capitale massimo di 3600€.

Potenza dell’Impianto (kW) Spesa Ammissibile (€) Anticipazione € (40% della Spesa Ammissibile)
3 4.500 1.800
6 9.000 3.600
10 15.000 6.000
20 30.000 12.000
50 60.000 24.000
100 120.000 48.000
200 240.000 96.000
300 330.000 132.000
500 550.000 220.000
1000 1.050.000 420.000

3.2 La tariffa incentivante come cambia?

La nuova tariffa incentivante dipenderà dalla percentuale di contributo richièsto e più precisamente secondo questa formula: TIP Conto Capitale = Tip * (1 – F)

F varia da o a 0,5 in modo lineare: il valore zero quando non c’è contributo in conto capitale (quindi nessuna riduzione) e 0,5 quando si richiede il massimo del contributo (in questo caso la tariffa incentivante si dimezza.

Sono esclusi dalla riduzione gli impianti installati su POD di titolarità di enti territoriali e autorità locali, enti religiosi, enti del terzo settore e di protezione ambientale.

3.3 A chi spetta il contributo in capitale?

Il contributo spetta a chi ha sostenuto il costo degli impianti. Ad esempio in una CER condominiale se l’impianto è stato acquistato dal condominio va al condoinio, se l’impianto è stato acquistato da uno o più condomini come soggetti privati ai condomini.

4. Una simulazione per rendere meglio le idee

In questa sezione effettuamo una imulazione di rendimento per poter capire meglio il vantaggio degli incentivi.

Le simulazioni presenti in questa pagina forniscono una stima approssimativa del rendimento potenziale di un impianto fotovoltaico basandosi su una serie di ipotesi e dati attualmente disponibili. I dati pubblicati non costituiscono garanzia di rendimento in quantoi risultati effettivi negli anni possono differire significativamente dalle previsioni a causa di vari fattori, tra i quali citiamo a titolo non esaustivo:

  • Variazioni nelle condizioni meteorologiche e nell’irraggiamento solare;
  • Cambiamenti nello stile di consumo energetico dei componenti della comunità energetica;
  • Fluttuazioni nei prezzi dell’energia elettrica e di ritiro dedicato RID.

4.1 Dati del gruppo di consumatori e ipotesi di progetto

Prendiamo in considerazione un gruppo di consumatori con un impianto fotovoltaico condominiale e consumatori localizzati sia privati e business, tutti appartenenti allo stesso condomiio.

Descrizione Valore
Tipo di impianto condominiale Potenza 20 kWp installato
Produzione impianto (kWh/annui) 30.000,00 SUD, 28.200 CENTRO, 25.600 NORD
Energia autoconsumata condominio 10%
Energia scambiata nel gruppo di consumatori 90%
Degrado produzione annuo 0,80%
Costo stimato impianto 30.000,00 €

4.2 Simulazione impianto SUD Italia

Tabella riepilogativa incentivi/ricavi
Descrizione Valore
Risparmio autoconsumo (€/kW) 0,30 €
RID ritiro dedicato 0,04 €
Tariffa incentivante 0,12 €
Corrispettivo di valorizzazione 0,01 €

Flusso ricavi in 20 anni

Ricavi Autoconsumo RID Tariffa incentivante Valorizzazione Totale Ricavo Flusso di cassa
Anno 1 900,00 € 1.080,00 € 3.240,00 € 270,00 € 5.490,00 € -24.510,00 €
Anno 2 892,80 € 1.071,36 € 3.214,08 € 267,84 € 5.446,08 € -19.063,92 €
Anno 3 885,66 € 1.062,79 € 3.188,37 € 265,70 € 5.402,51 € -13.661,41 €
Anno 4 878,57 € 1.054,29 € 3.162,86 € 263,57 € 5.359,29 € -8.302,12 €
Anno 5 871,54 € 1.045,85 € 3.137,56 € 261,46 € 5.316,42 € -2.985,70 €
Anno 6 864,57 € 1.037,49 € 3.112,46 € 259,37 € 5.273,89 € 2.288,19 €
Anno 7 857,65 € 1.029,19 € 3.087,56 € 257,30 € 5.231,69 € 7.519,88 €
Anno 8 850,79 € 1.020,95 € 3.062,84 € 255,24 € 5.189,82 € 12.710,67 €
Anno 9 843,99 € 1.012,78 € 3.038,35 € 253,20 € 5.148,32 € 17.858,04 €
Anno 10 837,24 € 1.004,68 € 3.014,05 € 251,17 € 5.107,14 € 22.965,18 €
Anno 11 830,54 € 996,64 € 2.989,93 € 249,16 € 5.066,28 € 28.031,46 €
Anno 12 823,89 € 988,67 € 2.966,02 € 247,17 € 5.025,75 € 33.057,21 €
Anno 13 817,30 € 980,76 € 2.942,29 € 245,19 € 4.985,54 € 38.042,75 €
Anno 14 810,76 € 972,92 € 2.918,75 € 243,23 € 4.945,66 € 42.988,41 €
Anno 15 804,28 € 965,13 € 2.895,40 € 241,28 € 4.906,09 € 47.894,50 €
Anno 16 797,84 € 957,41 € 2.872,24 € 239,35 € 4.866,84 € 52.761,34 €
Anno 17 791,46 € 949,75 € 2.849,26 € 237,44 € 4.827,91 € 57.589,25 €
Anno 18 785,13 € 942,15 € 2.826,46 € 235,54 € 4.789,29 € 62.378,54 €
Anno 19 778,85 € 934,62 € 2.803,85 € 233,65 € 4.750,97 € 67.129,51 €
Anno 20 772,62 € 927,14 € 2.781,42 € 231,79 € 4.712,96 € 71.842,47 €

Il ritorno dell’investimento è di circa 5,5 anni .

4.3 Simulazione impianto CENTRO Italia

Tabella riepilogativa incentivi/ricavi
Descrizione Valore
Risparmio autoconsumo (€/kW) 0,30 €
RID ritiro dedicato 0,04 €
Tariffa incentivante 0,124 €
Corrispettivo di valorizzazione 0,01 €

Flusso ricavi in 20 anni

Ricavi Autoconsumo RID Tariffa incentivante Valorizzazione Totale Ricavo Flusso di cassa
Anno 1 846,00 € 1.015,20 € 3.147,12 € 253,80 € 5.262,12 € -24.737,88 €
Anno 2 839,23 € 1.007,08 € 3.121,94 € 251,77 € 5.220,02 € -19.517,86 €
Anno 3 832,52 € 999,02 € 3.096,97 € 249,76 € 5.178,26 € -14.339,59 €
Anno 4 825,86 € 991,03 € 3.072,19 € 247,76 € 5.136,84 € -9.202,76 €
Anno 5 819,25 € 983,10 € 3.047,61 € 245,78 € 5.095,74 € -4.107,02 €
Anno 6 812,70 € 975,24 € 3.023,23 € 243,81 € 5.054,98 € 947,96 €
Anno 7 806,20 € 967,43 € 2.999,05 € 241,86 € 5.014,54 € 5.962,50 €
Anno 8 799,77 € 959,73 € 2.975,14 € 239,94 € 4.974,58 € 10.926,08 €
Anno 9 793,35 € 952,02 € 2.951,25 € 238,00 € 4.934,62 € 15.871,54 €
Anno 10 787,00 € 944,40 € 2.927,64 € 236,10 € 4.895,15 € 20.766,69 €
Anno 11 780,71 € 936,85 € 2.904,22 € 234,21 € 4.855,99 € 25.622,68 €
Anno 12 774,46 € 929,35 € 2.880,99 € 232,34 € 4.817,14 € 30.439,81 €
Anno 13 768,26 € 921,92 € 2.857,94 € 230,48 € 4.778,60 € 35.218,42 €
Anno 14 762,12 € 914,54 € 2.835,08 € 228,64 € 4.740,37 € 39.958,79 €
Anno 15 756,02 € 907,23 € 2.812,40 € 226,81 € 4.702,45 € 44.661,24 €
Anno 16 749,97 € 899,97 € 2.789,90 € 224,99 € 4.664,83 € 49.326,07 €
Anno 17 743,97 € 892,77 € 2.767,58 € 223,19 € 4.627,51 € 53.953,58 €
Anno 18 738,02 € 885,63 € 2.745,44 € 221,41 € 4.590,49 € 58.544,07 €
Anno 19 732,12 € 878,54 € 2.723,48 € 219,64 € 4.553,77 € 63.097,84 €
Anno 20 726,26 € 871,51 € 2.701,69 € 217,88 € 4.517,34 € 67.615,18 €

Il ritorno dell’investimento è di circa 6 anni, la riduzione di produzione è stata quasi colmata dal bonus di 4€ a Mwh.

4.4 Simulazione impianto NORD Italia

Tabella riepilogativa incentivi/ricavi
Descrizione Valore
Risparmio autoconsumo (€/kW) 0,30 €
RID ritiro dedicato 0,04 €
Tariffa incentivante 0,13 €
Corrispettivo di valorizzazione 0,01 €

Flusso ricavi in 20 anni

Ricavi Autoconsumo RID Tariffa incentivante Valorizzazione Totale Ricavo Flusso di cassa
Anno 1 768,00 € 921,60 € 2.995,20 € 230,40 € 4.915,20 € -25.084,80 €
Anno 2 761,86 € 914,23 € 2.971,24 € 228,56 € 4.875,88 € -20.208,92 €
Anno 3 755,76 € 906,91 € 2.947,47 € 226,73 € 4.836,87 € -15.372,05 €
Anno 4 749,72 € 899,66 € 2.923,89 € 224,91 € 4.798,18 € -10.573,87 €
Anno 5 743,72 € 892,46 € 2.900,50 € 223,12 € 4.759,79 € -5.814,08 €
Anno 6 737,77 € 885,32 € 2.877,29 € 221,33 € 4.721,71 € -1.092,37 €
Anno 7 731,87 € 878,24 € 2.854,28 € 219,56 € 4.683,94 € 3.591,57 €
Anno 8 725,03 € 870,04 € 2.830,11 € 217,51 € 4.643,69 € 8.237,74 €
Anno 9 720,20 € 864,24 € 2.808,79 € 216,06 € 4.609,30 € 12.847,33 €
Anno 10 714,44 € 857,33 € 2.786,32 € 214,33 € 4.572,42 € 17.419,75 €
Anno 11 708,73 € 850,47 € 2.764,03 € 212,62 € 4.535,84 € 21.955,60 €
Anno 12 703,06 € 843,67 € 2.741,92 € 210,92 € 4.499,56 € 26.455,15 €
Anno 13 697,43 € 836,92 € 2.719,98 € 209,23 € 4.463,56 € 30.918,71 €
Anno 14 691,85 € 830,22 € 2.698,22 € 207,56 € 4.427,85 € 35.346,56 €
Anno 15 686,32 € 823,58 € 2.676,64 € 205,90 € 4.392,43 € 39.738,99 €
Anno 16 680,83 € 816,99 € 2.655,22 € 204,25 € 4.357,29 € 44.096,28 €
Anno 17 675,38 € 810,46 € 2.633,98 € 202,61 € 4.322,43 € 48.418,71 €
Anno 18 669,98 € 803,97 € 2.612,91 € 200,99 € 4.287,85 € 52.706,56 €
Anno 19 664,62 € 797,54 € 2.592,01 € 199,39 € 4.253,55 € 56.960,10 €
Anno 20 659,30 € 791,16 € 2.571,27 € 197,79 € 4.219,52 € 61.179,62 €

Il ritorno dell’investimento è di circa 7 anni, nella simulazione si è tenuto conto del bonus di 10€/MW per le cER installate a Nord.

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5. Nessun obbligo di cessione dell’energia non autoconsumata al GSE

Per l’energia in esubero immessa in rete non c’è nessun obbligo di stipulare un contratto con il GSE per la vendita (esempio RID – Ritiro dedicato), ma si è liberi di stipulare un contratto con qualsiasi trader del mercato energetico.

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6. Come e a chi richiedere gli incentivi?

Per richiedere l’incentivo previsti dal decreto CACER è necessario presentare la domanda al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) entro 120 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, ma comunque non sarà possibile presentare la domanda prima dell’ 8 aprile 2024 (termine ultimo affinchè il gse renda disponibile l’applicazione).

Il GSE istruisce la domanda e verifica la sussistenza dei requisiti per l’accesso all’incentivo e in caso di esito positivo, il GSE eroga l’incentivo in base all’energia prodotta e condivisa. Per maggiori dettagli si rimanda alla regole applicative pubblicate sul portale GSE.

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7. DNSH e caratteristiche dei componenti dei materiali costituenti l’impianto

Gli impianti incentivati devono avere componenti costruiti a a regola d’arte e la costruzione dell’impianto deve garantire il principio DNSH: vediamo di cosa si tratta.

7.1 Il principio DNSH

Il principio “Do No Significant Harm” (DNSH), che si può tradurre in italiano come “Non Arrecare Danno Significativo”, è un concetto chiave nell’ambito della finanza sostenibile e delle politiche ambientali, soprattutto nell’Unione Europea. Questo principio è stato introdotto formalmente con il Regolamento dell’UE sullo strumento di bilancio per la ripresa “Next Generation EU”, e ha lo scopo di garantire che le attività finanziate non arrechino un danno significativo all’ambiente, contribuendo così agli obiettivi di sostenibilità.

Nello specifico esiste una ceck list di adempimenti che bisogna rispettare, ceck list che nel caso degli impianti a fonti rinnovabili è scaricabile da portale del GSE (maggiori info qui)

Ad esempio, per un impianto fotovoltaico questi sono i requisiti della fase ex-ante (cioè prima di realizzare l’impianto):

  • 1. La progettazione e l’installazione segue le disposizioni delle norme CEI o in generale rispetta le migliori tecniche disponibili per massimizzare la produzione di elettricità da pannelli solari anche in relazione alle norme di connessione.
  • 2. I pannelli fotovoltaici sono dotati della Marcatura CE e ove necessario anche della certificazione di conformità alla direttiva Rohs e al regolamento Reach oppure rispondono ai criteri previsti dal GSE.
  • 3. È stata condotta un’analisi dei rischi climatici fisici funzione del luogo di ubicazione così come definita nell’appendice 1 della Guida Operativa per impianti di potenza superiore a 1 MW? (Impianti incentivabili >1 MW)
  • 4. Sono rispettati gli obblighi previsti dal D.Lgs. 49/2014 e dal D.Lgs. 118/2020 da parte del produttore di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (nel seguito AEE) anche attraverso l’iscrizione dello stesso nell’apposito Registro dei produttori AEE
  • 5. Per le strutture situate in aree sensibili sotto il profilo della biodiversità o in prossimità di esse è stata svolta una verifica preliminare mediante censimento floro-faunistico dell’assenza di habitat di specie (flora e fauna) in pericolo elencate nella lista rossa europea o nella lista rossa dell’IUCN?.
  • 6.Per aree naturali protette (quali ad esempio parchi nazionali, parchi interregionali, parchi regionali, aree marine protette, etc.) è stato ottenuto il nulla osta degli enti competenti?
  • 7. Laddove sia ipotizzabile un’incidenza diretta o indiretta sui siti della Rete Natura 2000, l’intervento è stato sottoposto a Valutazione di Incidenza (DPR 357/97).

7.2 Regola d’arte

L’impianto deve essere costruito a regola d’arte, per far ciò basta seguire le norme di settore, in quanto la legge Legge 1º marzo 1968 n. 186 stabilisce che l’applicazione norme tecniche di settore costituiscono regola d’arte. Una volta costruito l’impianto verrà rilasciata la dichiarazione di conformità al DM 37/08, ove applikcabile.

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8. Conclusioni …

Il decreto CACER, pur con alcune criticità, rappresenta un passo avanti per l’autoconsumo e le comunità energetiche in Italia. Il suo impatto dipenderà da come saranno attuate le misure previste e dalla capacità di coinvolgere cittadini e imprese. Che ne pensi? Se ti va, condividi le tue opinioni e riflessioni usando il box qui sotto.

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