Fine dello scambio sul posto: cosa cambia, quali gli impianti fotovoltaici coinvolti?

Chi sceglie il fotovoltaico punta principalmente a massimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta, ovvero utilizzare direttamente l’energia solare per ridurre la bolletta elettrica. Lo scambio sul posto non è un incentivo, ma una opportunità per remunerare in modo discreto l’energia prodotta in eccesso e immessa in rete.

Con la fine dello scambio sul posto, si passerà al Ritiro Dedicato (RID), un sistema meno vantaggioso per monetizzare l’energia in esubero. In questo articolo spiegheremo cosa cambia con la fine della convenzione, l’importanza dell’autoconsumo e come prepararsi a questo cambiamento.

pannelli fotovoltaici

1. Cos’è lo Scambio sul Posto

Lo scambio sul posto è un meccanismo che permette di immettere in rete l’energia prodotta in eccesso e ricevere un rimborso o un credito economico. Non è un incentivo diretto, ma una modalità per valorizzare l’energia non consumata istantaneamente.

È importante sottolineare che lo scambio sul posto ha senso solo come complemento all’autoconsumo: più energia si consuma direttamente, meno si dipende dalla rete e maggiori sono i risparmi in bolletta.

2. Fine dello scambio sul posto: cosa cambia, chi è coinvolto e da quando?

Lo scambio sul posto non sarà più sottoscrivibile per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio dopo il 29 maggio 2025. Questo significa che chi installerà un nuovo impianto fotovoltaico da quella data in poi non potrà aderire a questo meccanismo.

Per chi ha già un contratto di scambio sul posto attivo, invece, sarà possibile mantenerlo fino alla sua scadenza naturale. In genere, la durata dei contratti è di 15-20 anni a partire dalla data di attivazione dell’impianto, ma può variare a seconda degli accordi specifici con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), cioè dipende dal tipo di convenzione.

Questa transizione spinge sempre più verso soluzioni alternative come il Ritiro Dedicato (RID) e l’aumento dell’autoconsumo tramite sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia.

3. Il Ritiro Dedicato (RID)

Il ritiro dedicato (RID) è un’alternativa allo scambio sul posto che permette di vendere al GSE l’energia prodotta e non autoconsumata. Il GSE acquista l’energia a prezzi che variano in base al tipo e alla potenza dell’impianto, spesso con condizioni più vantaggiose rispetto al mercato libero, ma meno conveniente rispetto allo scambio sul posto.

Per maggiori dettagli e approfondimenti, consulta l’articolo completo sul ritiro dedicato.

4. Come e quanto cambia il contributo per l’energia ceduta in rete

La fine dello scambio sul posto rende ancora più centrale l’autoconsumo come chiave per massimizzare la convenienza economica di un impianto fotovoltaico.

Qui di seguito si riporta una simulazione economica per un piccolo impianto da 4.000 kWh annui (circa 3kWp) e uno business da 400.000 kWh annui (circa 300 kWp), tenendo conto dei seguenti costi a kWh stimati in data odierna:

  • Ricavo per autoconsumo (costo finito del kWh in bolletta): 0,25 €/kWh
  • Ricavo SSP: 0,12 €/kWh
  • Ricavo RID: 0,05 €/kWh

Simulazione Economica – Impianto da 4.000 kWh/anno

Autoconsumo kWh autoconsumati kWh immessi Valore autoconsumo Totale con SSP Totale con RID
100% 4.000 0 1.000 € 1.000 € 1.000 €
90% 3.600 400 900 € 948 € 920 €
80% 3.200 800 800 € 896 € 840 €
70% 2.800 1.200 700 € 844 € 760 €
60% 2.400 1.600 600 € 792 € 680 €

Simulazione Economica – Impianto da 400.000 kWh/anno

Autoconsumo kWh autoconsumati kWh immessi Valore autoconsumo Totale con SSP Totale con RID
100% 400.000 0 100.000 € 100.000 € 100.000 €
90% 360.000 40.000 90.000 € 94.800 € 92.000 €
80% 320.000 80.000 80.000 € 89.600 € 84.000 €
70% 280.000 120.000 70.000 € 84.400 € 76.000 €
60% 240.000 160.000 60.000 € 79.200 € 68.000 €

Come si vede, più è alta la quota di energia autoconsumata, maggiore è il ritorno economico. L’energia immessa in rete rende molto meno, specialmente con il RID.

5. Investimento e Considerazioni finali

La fine dello scambio sul posto rende ancora più cruciale una strategia fotovoltaica orientata all’autoconsumo. Con il passaggio al Ritiro Dedicato, la remunerazione dell’energia immessa in rete si riduce, e di conseguenza diventa strategico massimizzare il consumo diretto dell’energia prodotta.

Senza SSP, ogni kWh non autoconsumato rappresenta un’occasione persa. Questo cambia l’approccio progettuale e gestionale degli impianti fotovoltaici, rendendo ancora più importante:

  • dimensionare correttamente l’impianto in base ai reali consumi,
  • valutare sistemi di accumulo e soluzioni smart per aumentare l’autoconsumo,

Il fotovoltaico continua a essere un investimento valido. Ma oggi più che mai, affidarsi a esperti aggiornati è fondamentale per evitare errori progettuali e massimizzare il rendimento economico.

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