Areazione e ventilazione in cucina

La cucina rappresenta, per antonomasia, un po’ il cuore pulsante di ogni casa, il luogo in cui ci si sente davvero in famiglia, dove ci si raduna attorno ad un tavolo ed i profumi dei cibi inebriano l’aria.

In realtà, però, quando si progetta un ambiente di questo tipo bisogna fare attenzione a moltissime cose. Benché l’arredo perfetto, la fruibilità degli spazi e le dotazioni previste, soprattutto rispetto alla scelta degli elettrodomestici da contemplare, siano tutte questioni di estrema importanza, è indispensabile prevedere e posizionare nel dettaglio tutta una serie di predisposizioni impiantistiche necessarie affinché tutto funzioni alla perfezione, sempre con un occhio di riguardo nei confronti della sicurezza.
Rispetto a tale questione sono diverse le cose da tener ben presenti.

Innanzitutto, all’interno di ogni cucina, vi sono svariati apparecchi elettrici, nonché acqua. Corrente ed acqua sono due elementi che potenzialmente possono arrecare fastidi (cortocircuiti da un lato e perdite ed allagamenti dall’altro) e che peraltro vanno tenuti ben separati perché tra loro incompatibili. Chiaramente, poi, cucinare è un’azione che prevede la presenza di “fuochi” e dunque sussiste un reale pericolo sia d’incendio, che di fughe di gas. Ecco che, per evitare incidenti, anche di grossa entità ed estremamente pericolosi dovuti a possibili fughe di gas, esistono appositi rilevatori, che consentono di evidenziare repentinamente la presenza di eventuali fughe avvisando l’utente prima che sia troppo tardi.

Si parla in questo casi di protezioni di tipo attivo, ma detto ciò, a monte, deve essere sempre garantita una protezione passiva, ovvero ci deve essere un idoneo afflusso d’aria nei locali che compensi la quantità d’aria consumata dalla combustione del gas, così come bisogna agevolare la completa espulsione dei fumi prodotti.

Per tali ragioni l’attuale normativa stabilisce che in ogni cucina, o meglio in ogni ambiente in cui siano presenti apparecchi con bruciatori (come le caldaie, ma anche semplicemente i piani cottura a fiamma libera), è indispensabile prevedere idonee aperture di ventilazione ed areazione.

Vediamo di capire di che si tratta, a cosa servono questi fori, che caratteristiche devono avere e soprattutto che differenza c’è tra aerazione e ventilazione.

1. Ventilazione e aerazione

I termini areazione e ventilazione, spesso in gergo comune vengono considerati sinonimi, ma tali non sono.

La ventilazione serve a garantire un afflusso d’aria costante necessario per la combustione. L’aerazione, invece, consente il ricambio d’aria utile non solo per lo smaltimento dei prodotti della combustione, ma anche per evitare che si vengano a formare miscele con tenore pericoloso di gas non combusti.

Ovviamente, nel caso in cui si tengano sempre le finestre aperte, non si avrà alcun problema. Bisogna però garantire che tutto funzioni sempre, anche quando fuori piove, in pieno inverno e ad infissi chiusi. Perché vi sia un costante afflusso naturale d’aria per via diretta ed un ricambio sufficiente della stessa, è necessario praticare almeno due aperture permanenti direttamente sulle pareti del locale, una di ventilazione e una di areazione.

Questi fori, generalmente, vengono posizionati sulle pareti della cucina direttamente prospicenti l’ambiente esterno. In alcuni casi possono essere praticati sugli infissi, oppure possono essere realizzati su murature collegate ad un locale adiacente, che però a sua volta sia direttamente areato e con apertura su parete esterna.

Ora li andremo ad analizzare singolarmente, certo è che foro di ventilazione e foro di areazione sono l’uno strettamente collegato all’altro, perché l’aspirazione della cappa da sola non è sufficiente. Qualora, infatti, in cucina, nonostante la cappa in funzione, venisse a mancare un sufficiente e costante afflusso d’aria fresca proveniente dall’esterno, si potrebbe generare una depressione tale da impedire la completa espulsione dei fumi.

2. I fori di ventilazione

La realizzazione delle aperture di ventilazione è regolamentata dalla Normativa UNI7129, che stabilisce che i fori di debbano rispondere ai seguenti requisiti:

  • non devono essere in nessun modo ostruiti né internamente né esternamente: dunque è assolutamente vietato posizionarvi un mobile davanti, perché non se ne gradisce la vista!
  • devono essere protetti con griglie o reti metalliche;
  • devono essere situati ad una quota prossima al livello del pavimento, in genere non oltre 30 cm dallo stesso. Qualora. Per qualsiasi ragione, ci si veda costretti a realizzare il foro di ventilazione nella parte alta delle pareti del locale, allora è necessario incrementarne la sezione del 50%;
  • devono avere sezione netta di passaggio pari almeno 6 cm2 per ogni kW di portata termica installata, di 12 cm di diametro e con una sezione minima pari a 100 cm2;
  • qualora il piano cottura a gas non sia provvisto di termocoppia (ovvero di un apposito dispositivo che in caso di spegnimento della fiamma impedisca le fuoriuscite di gas), è necessario effettuare un ulteriore foro per arrivare ad una sezione minima di ventilazione di 200 cm2.

3. L’areazione nelle cucine

Per quanto concerne l’areazione, normalmente, in cucina questa viene garantita dalla presenza della cappa di aspirazione. Che sia a tiraggio naturale o elettrica (munita di ventilatore), essa viene situata al di sopra del piano cottura e collegata direttamente ad un canna fumaria che consente di espellere direttamente all’esterno i residui della combustione, i fumi e ed i vapori.

Ecco dunque che in cucina noterete sempre la presenza di un ulteriore foro, stavolta posizionato in alto, ad un’altezza maggiore o uguale a 180 cm dal pavimento e con sezione netta pari ad almeno 100 cm² a cui andrà collegata la cappa, che andrebbe messa in funzione nel momento in cui si azionano gli apparecchi di cottura.

Ora, certamente, vi sarete spiegati il motivo per cui nelle cucine, specie quando sono ancora vuote, si notano sempre dei “fori” in parete. Soprattutto, adesso, alla domanda che spesso i tecnici si sentono fare: “quel foro è brutto, si può chiudere?”, vi sarete risposti da soli in modo negativo: d’altro canto è in gioco la vostra sicurezza e quella della vostra casa!

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