Che cos’è un impianto elettrico connesso o IOT

L’impianto elettrico di una casa, o di un immobile in genere, può essere reso più smart, ovvero connesso ad altri dispositivi tramite internet (parliamo di IoT o Internet delle cose). Questo permette di controllarlo da remoto e di interagire con altri impianti e dispositivi della casa.

Ma quali sono oggi le possibilità per chi vuole realizzare il sogno di una casa smart? In questo articolo cercheremo di capire meglio.

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1. Quali sono le parti che possono essere connesse e gestite da remoto in un impianto elettrico?

Le parti connesse di un impianto sono ormai diverse, e molte lo saranno nel prossimo futuro. Di seguito analizzeremo i componenti più importanti dell’impianto elettrico tradizionale, per capire quali sono le ultime novità in termini tecnologici.

  • Interruttori, pulsanti e apparecchi di comando: gli interruttori sono alla base dell’IoT negli impianti. Infatti si possono usare come interruttori tradizionali ma anche controllarli dalla distanza, per accendere o spegnere la luce o un elettrodomestico; si possono attivare ad un certo orario, al passaggio, e possiamo anche usarli come dimmer per il controllo delle fonti di luce. Da notare che non parliamo solo degli interruttori esterni, ma di quelli che si sostituiscono alle cassette tradizionali, integrandosi perfettamente nell’impianto.
  • Prese elettriche: sono tra i componenti connessi più importanti. Grazie all’integrazione con l’impianto si possono attivare o disattivare dalla distanza, oppure in automatico, per interrompere o attivare il passaggio della corrente.
  • Contatore: in realtà è già connesso al sistema di distribuzione, e anche se al momento non è possibile effettuare le letture dalla distanza questa opportunità appare sempre più vicina, con la possibilità di poterlo consultare da altri dispositivi.
  • Interruttore magnetotermico differenziale : si tratta di una novità nella sua variante connessa, disponibile da poco sul mercato. Il “salvavita connesso” si può controllare, per riattivare la corrente, anche dalla distanza, tramite smartphone, per attivare nuovamente la corrente anche senza essere fisicamente in presenza dell’interruttore. Nel caso in cui, poi, si presentasse un guasto, l’interruttore scatta di nuovo e deve essere poi nuovamente attivato a mano.
  • Lampadine e plafoniere: uno dei prodotti connessi più famosi, possono essere controllati in diversi modi, sia in automatico che manualmente da smartphone. Esistono in diverse varianti e con diverse funzioni, dalla possibilità di controllare la luce emessa alla possibilità di cambiare colore, anche in modo coordinato tra più lampadine.

Le parti dell’impianto che non possono essere connesse IoT, quindi, rimangono pochissime:

  • Tubi e cavi: si tratta di uno dei pochi componenti su cui non si può agire con l’IoT, soprattutto perché il segnale elettrico passa da qui, per cui la connessione deve avvenire tramite altri collegamenti (wireless).
  • Messa a terra: la messa a terra ha una funzione di sicurezza, pertanto non avrebbe alcuna utilità se collegata ad un impianto IoT, e rimane quindi nella sua variante tradizionale.

2. Quali altri tipi di impianti e dispositivi possono interagire con i componenti dell’impianto elettrico?

La maggior parte degli impianti che troviamo in un ambiente domestico e non (impianti di sicurezza, termoregolazione, ecc) sono ormai connessi e quindi possono interagire oppure possono diventarlo con gli impianti elettrici, generando un unico ecostistema. Qui di seguito si elencano le principali categorie di prodotti che sono particolarmente interessanti dal punto di vista della connettività.

  • Il videocitofono: l’impianto del videocitofono è filare, quindi con il cavo viene collegato il citofono, con la telecamera, all’interno della casa. La parte interna però è connessa, e questo rende possibile vedere anche a distanza chi ci sta suonando, e rispondere; in questo modo è possibile rispondere da fuori casa oppure, semplicemente, vedere chi è che ha suonato.
  • Il termostato: altro componente dell’impianto domestico che non fa parte dell’impianto elettrico è il termostato. Grazie al termostato connesso è possibile accendere la caldaia o il condizionatore in base alla temperatura della stanza, o ai nostri orari, o alla presenza di persone in casa: alcuni termostati addirittura apprendono le nostre abitudini per controllare in automatico la temperatura.
  • Climatizzatori e caldaie: generalmente in abbinamento con il termostato, esistono anche questi prodotti nella variante connessa, che è possibile controllare sia per l’accensione o lo spegnimento, sia per le diverse funzioni, sia per la valutazione dei guasti.
  • Wi-Fi repeater: hanno lo scopo di rilanciare il segnale Wi-Fi nelle diverse stanze. Se il modem principale è presente in una sola stanza queste centraline, che si trovano nelle cassette delle prese elettriche, amplificano il segnale permettendo di arrivare in tutte le stanze, senza perdere in potenza.
  • Impianto antifurto: anche l’antifurto di casa può essere connesso, in diversi modi; per esempio è possibile connettere le videocamere che ne fanno parte, ricevere le notifiche in caso di attivazione di qualche componente, attivare o disattivare l’impianto anche a distanza.
  • Impianti fotovoltaici: per la massimizzazione dell’autoconsumo si può interfacciare con un sistema di gestione carichi, che attivi gli stessi quando l’impianto produce al meglio.
  • Rilevatori e sensori di allagamento e/o fumo: questi dispositivi per la sicurezza della casa sono molto importanti, ma poco utili se si attivano quando non siamo in casa. Per questo le connessioni sono importanti, e la possibilità di ricevere notifiche a distanza è un’importante aggiunta ai sistemi tradizionali.
  • Wall box per la ricarica veicoli elettrici: è possibile utilizzare i dispositivi IoT per programmare la ricarica dell’auto elettrica nelle fasce orarie in cui l’energia elettrica è più economica.

3. Alcuni consigli pratici per rendere la tua casa smart

Concludiamo questa panoramica di soluzioni per rendere la tua casa più smart, con alcuni consigli pratici.

3.1 Scegli prodotti compatibili con gli standard di domotica più diffusi

Gli standard di domotica sono dei protocolli di comunicazione che consentono ai dispositivi IoT di comunicare tra loro: i più diffusi sono Zigbee, Z-Wave e Wi-Fi.

Utilizzare prodotti compatibili con gli stessi standard ha diversi vantaggi. Innanzitutto, ti permette di utilizzare più dispositivi contemporaneamente, senza dover preoccuparti di compatibilità. In secondo luogo, ti permette di controllarli tutti da un’unica app, il che rende l’utilizzo dell’impianto smart molto più semplice. Ecco alcuni esempi di prodotti compatibili tra di loro:

  • Lampadine: Philips Hue, Ikea Tradfri, Osram Smart+
  • Interruttori: Aqara, Innr, Sonoff
  • Termostati: Nest, Tado, Netatmo
  • Sistemi di sicurezza: Ring, Arlo, Nest Secure

Quindi, quando scegli i prodotti per la tua casa smart, assicurati che siano compatibili con gli stessi standard: questo ti garantirà un’esperienza di utilizzo più semplice e soddisfacente.

3.3 Rivolgiti a un installatore qualificato

Nei casi in cui si debbano installare uno o più impianti di sana pianta bisogna rivolgersi ad un installatore abilitato ai sensi DM 37/08, che regola l’attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. Ma anche nel caso di interventi non ricadenti nel DM citato può essere può essere utile interfacciarsi con persone esperte del settore.

Perchè questo consiglio? Non farebbe lievitare i costi?
Ecco, a nostro avviso, alcuni motivi per cui è importante rivolgersi a un installatore qualificato/abilitato:

  • Ha le competenze e l’esperienza necessarie per installare correttamente i prodotti IoT.
  • Può aiutarti a scegliere i prodotti giusti per le tue esigenze, vista la sua esperienza d’installazione.
  • Può garantire che il tuo impianto smart funzioni correttamente e che sia sicuro.

3.3 Valuta le tue esigenze ed inizia

Non è necessario convertire l’intera casa in una casa intelligente in una volta sola, ma valutate le tue esigenze partendo con piccoli progetti, che continuerai ad ampliare nel tempo man mano che hai a disposizione tempo e budget.

Quindi, pensa quali le priorità per iniziare a costruire la tua casa smart. Ad esempio se vuoi risparmiare energia, potresti concentrarti sull’installazione di termostati, lampadine e prese connesse; se vuoi creare un ambiente più sicuro, potresti considerare l’installazione di sensori di movimento o di allarme, piuttosto che telecamere; … e così via.

Definito il punto di partenza può iniziare la ricerca dei prodotti che meglio soddisfano le tue esigenze, anche in termini di design e non solo di costi, senza dimenticare però i consigli dei punti precedenti.

Quindi in conclusione, l’IoT e la domotica offre molte possibilità per rendere la tua casa più smart e confortevole. Con un po’ di pianificazione e un investimento iniziale, puoi creare un ambiente domestico più sicuro, efficiente ed economico.

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