Prese elettriche: tipologie, altezze di installazione e consigli pratici

In una casa ci sono sempre numerose prese elettriche, disseminate in vari punti all’interno di ogni locale. Alcune di queste sono costantemente impegnate, si pensi ad esempio a quelle che servono al corretto funzionamento di elettrodomestici quali frigorifero, forno, lavatrice, ecc… Altre, invece, restano libere e vengono utilizzate solo all’occorrenza e possono servire, ad esempio, per attaccarvi l’aspirapolvere, ricaricare un tablet o un cellulare, per azionare un frullatore, o per collegarvi qualunque altro oggetto che funzioni a corrente, piccolo o grande che sia.

Vediamo allora di capire quali sono le prese più comunemente utilizzate in un impianto elettrico domestico, a cosa servono, a quale altezza è consigliato installarle, dove vanno posizionate e quali sono le variabili che di fatto entrano in gioco nella scelta del tipo di presa elettrica, concludendo con qualche piccolo consiglio pratico in modo da evitare di commettere errori o qualche imperdonabile mancanza.

1. Prese elettriche e sicurezza di persone e cose

Le prese elettriche rappresentano il punto finale di un impianto elettrico ed hanno il compito di rendere effettivamente disponibile la corrente al singolo utente.

1.1 Meglio evitare il più possibile multiprese e catene di adattori

Per ragioni di sicurezza, sarebbe bene ricorrere il meno possibile all’ausilio di componenti esterne ed aggiuntive alle prese di corrente, come adattatori, ciabatte, prolunghe, ecc… , in quanto la presenza di oggetti che si frappongono tra la presa elettrica a muro ed un qualsiasi apparecchio, è sempre fonte di un potenziale pericolo (dal surriscaldamento al rischio di elettrocuzione, cioè la “scossa”, fino ad arrivari ad incendi).

1.2 10A o 16A quali le differenze?

Un parametro che caratterizza una presa è la corrente (simbolo A e misurata in ampere), commercialmente possiamo trovare, in ambito domestico, due tagli di prese: 10A e 16A.

Se consideriamo che la tensione di rete è 230V e semplifichiamo i calcoli (per i tecnici mettiamo cosfi a 1) possiamo affermare con buona approssimazione che:

  • Una presa da 10A può sopportare un carico massimo di circa 2300 Watt;
  • Una presa da 16A può sopportare un carico massimo di circa 3600 Watt.

Cosa succede se applichiamo un carico maggiore?

  • Se l’impianto è dimensionato correttamente interverrà l’interruttore di protezione entro un tempo di sicurezza ed il circuito rimarrà senza energia elettrica.
  • se l’impianto non è dimensionato bene (interruttore non coordinato con il circuito) o l’interruttore di protezione è guasto (può capitare) la presa si surriscalderà generando azioni distruttive più o meno gravi (dalla distruzione della presa fino ad arrivare ad a causare anche un incendio).

Ma è possibile caricare la presa attaccando una sola spina?
Se la spina è originale dell’elettrodomestico no (quindi ad esempio presa da 16A e elettrodomestico con spina da 16A), se invece si usano triple e multiprese possiamo effettuare sovraccarico (esempio in una presa da 16A inserisco una tripla da 16A, ipoteticamente posso attaccare un carico totale da 48A (16Ax3).

Da quanto esposto sopra ne segue che è importante ragionare a priori su un corretto dimensionamento e posizionamento di ogni componente dell’impianto elettrico.

2. Quali tipi di prese esistono e a cosa servono

Per poter realizzare una disposizione ottimale dei punti presa all’interno dei locali è necessario conoscere quanti tipi di prese elettriche esistono sul mercato, come sono fatte, in cosa si distinguono le une dalle altre e per quali utilizzi sono indicate.

2.1 Prese elettriche da 10 A 2P+T

presa 10A Italia p11

Le classiche prese elettriche caratterizzate dalla presenza di 3 fori allineati. In questo tipo di presa va collegata la spina da 10A, comunemente detta “spina piccola”.

Le prese da 10 ampere, denominate P11, sono di fatto lo standard italiano. Un tempo, queste consentivano di collegare senza particolari problemi qualunque elettrodomestico la cui potenza non superasse il valore nominale di 10A, sopportando un carico totale di circa 2-2,3 KW alla tensione di 230V. Oggi, però, le richieste energetiche sono cresciute e 10 A, in molti casi, sono diventati troppo pochi. Per questa ragione, la semplice presa P11 viene installata sempre con minor frequenza, sostituita da presa elettriche bivalenti o polivalenti, che peraltro non hanno un costo di troppo superiore.

Nonostante ciò il prezzo contenuto la rende ancora appetibili ed utili specie in alcuni frangenti. Ad esempio, se si in un determinato punto della casa si desidera installare una lampada da tavolo, a piantana, una presa di questo tipo ad essa dedicata può rivelarsi un ottima scelta.

2.2 Prese elettriche da 16A 2P+T

Le prese da 16 ampere, sono invece denominate P17, sono caratterizzate da fori più larghi (da circa 5 mm di diametro) e maggiormente distanziati rispetto alle prese P11. Anche queste possono ospitare spine tre poli o due poli e sopportano un carico maggiore di quelle viste in precedenza, fino a 3200 W. Ecco perché le prese da 16A normalmente vengono utilizzate per gli elettrodomestici più potenti, quali l’aspirapolvere, il microonde ed altro ancora, sempre ove non sia indispensabile utilizzare una Schuko (vedi dopo).

2.3 Prese elettriche bipasso o bivalenti 16A 2P+T (P17/11)

presa 10-16A bipasso

Siete indecisi tra una presa da 10 e una da 16A?
La soluzione ideale, nella maggior parte dei casi, è optare per una presa P17/11, ovvero una presa elettrica cosiddetta bivalente o bipasso, che oggi è a conti fatti l’alternativa più utilizzata. Essa ha un valore di assorbimento nominale pari a 16A; all’interno di una scatola occupa lo spazio di un solo frutto elettrico e non ha un costo di molto superiore alle tradizionali prese da 10 o da 16A, a differenza di una polivalente Schuko che invece necessita di maggior spazio per venire installata ed è più costosa (la vedremo dopo).

2.4 Presa Schuko o tedesca

presa tedesca shuko

Le prese Shuko, contrazione di Schutzkontakt, (letteralmente “contatto di protezione”) che in tedesco significa “messa a terra”, vengono dette anche prese “tedesche”, proprio perché consentono la loro interno l’inserimento di spine particolari (anch’esse denominate tedesche o Shuko) che sono circolari e dotate oltre che dei classici fori anche di due contatti piatti sui lati, necessari per la messa a terra del dispositivo.

Queste prese sono adatte per carichi fino a 16 A, ma grazie alla loro conformazione particolare ed al conduttore di terra posizionato in modo bilaterale, risultano più sicure rispetto a quelle classiche e dunque vengono sempre preferite per utilizzi che prevedano un maggior assorbimento di energia. Caso tipico quello dei grandi elettrodomestici: lavatrice, forno, frigorifero, asciugatrice, asciugacapelli, climatizzatore, ferro da stiro, ecc… sono tutti dotati di spina Schuko. Ecco allora che, specialmente in bagno ed in cucina è bene stabilire a priori dove andrà posizionato ogni elettrodomestico, in modo tale da prevedere una presa Schuko per ciascuno.

Anche per quanto concerne le prese Schuko è possibile trovarne in commercio diverse tipologie, tutte però sono più ingombranti rispetto alle prese appena viste ed occupano due moduli all’interno di una normale scatola.

2.5 Presa schuko +bipasso

presa tedesca shuko + bipasso italiana

Ecco che, per ovviare ai problemi di compatibilità, l’alternativa in assoluto migliore è optare per le cosiddette prese Schuko + bipasso, che consentono di utilizzare praticamente tutte le spine presenti in Italia senza dover mai far uso di adattatori. Certamente il loro costo è più elevato, ma non avrete mai più alcun problema di incompatibilità e non dovrete andare in giro per tutta casa alla ricerca disperata di un adattatore. Sarebbe dunque consigliabile adottarle almeno in bagno, in cucina ed una per ogni locale.

2.6 Prese USB

presa usb bticino

In quest’era in cui vivere sconnessi dalla rete, senza avere sotto mano il proprio smartphone o tablet, sembra davvero impensabile, accanto alle classiche prese elettriche, prendono sempre più piede anche le cosiddette prese USB. Quante volte vi è capitato di avere la batteria del telefono a terra? Servendovi di una presa USB da muro è possibile ricaricare tutti i propri dispositivi elettronici senza disporre del caricabatterie dedicato, ma semplicemente utilizzando un cavo di collegamento.

Lo svantaggio di questa presa è il prezzo molto più alto di una presa normale.

3. Dove e quando è conveniente installare più prese affiancate?

In un impianto elettrico incassato di moderno quasi tutte le placche che contengono punti di comando e prese hanno la medesima misura: lo standard è quello che prevede il pozzetto da incasso da tre posti, anche se spesso, di questi, solo uno o due risultano effettivamente occupati.

Se vi sono “postazioni” in cui una presa è più che sufficiente al contrario vi sono casi in cui tre non sono sufficienti. In questi casi è possibile optare per più scatolette standard da 3 affiancate, oppure una sola più ampia, da 5, 6 o 7 posti.

3.1 Pozzetto unico o più pozzetti da 3 affiancati?

Economicamente parlando è assolutamente più conveniente la soluzione con un pozzetto più grande: lo scasso nel muro sarà unico, il costo della placca e della scatoletta anche è maggiore ma sicuramente inferiore della somma di due o più di dimensioni più piccole. Le prese ed il loro montaggio costano tanto quanto.

Anche visivamente vedere un’unica placca è più bello ed elegante che vederne tre una in fila all’altra.

Dove prevedere più prese affiancate?
Sicuramente, in ogni casa, vi sono dei punti “strategici” che necessitano di molta disponibilità di corrente ed altre zone invece, dove una presa è già fin tanto.

3.2 Prese nella zona living

Chiaramente nel living, dove si pensa di collocare la TV è necessario disporre di parecchie prese, perché assieme a quest’apparecchio generalmente trovano posto decoder, lettori dvd e/o blu ray e molto spesso anche consolle di gioco, impianti stereo e quant’altro, senza contare che nello stesso punto sarebbe auspicabile prevedere anche la linea telefonica e di traffico dati. le prese dovrebbero essere miste e in particolare bivalenti e schuko.

3.3 Cucina

La cucina è un’altra zona dove le prese non sono mai abbastanza! A parte le prese occupate costantemente dagli elettrodomestici principali, dotate il vostro pianto di parecchie prese, specie se avete tanti strumenti che desiderate avere sempre a portata di mano. L’ideale in questi casi è un mix di bipasso e bipasso Schuko, anche in virtù del fatto che il mix di queste due occupa già una tradizionale scatoletta da tre posti (per approfondimenti ti consiglio di leggere l’articolo “Impianto elettrico in cucina: come realizzarlo a norma e funzionale“).

3.4 Camera da letto

In camera da letto, poi, all’altezza dei comodini sarebbe sempre auspicabile prevedere quanto meno una presa da 10A per posizionare una piccola luce da tavolo, una bipasso per usi generici ed una usb che vi consenta di ricaricare rapidamente il cellulare durante la notte, tenendolo sempre a portata di mano. Da non dimenticare le prese per la TV e quelle di servizio (ad esempio per collegare un aspirapolvere).

3.5 Camerette

Altri punti a cui prestare attenzione sono indubbiamente le stanze dei bambini, specie se si prevede una zona studio, che contempli la presenza di pc, tv, stampante, consolle dei videogiochi e quant’altro.

Insomma, ognuno nel posizionare e dimensionare le prese della propria abitazione dovrà tener debito conto delle proprie abitudini, dell’arredo che intende acquistare e di dove desidera collocarlo. Un progetto d’impianto pensato con cura è essenziale per il buon funzionamento del tutto ed evitare in un secondo momento di usare prolunghe, multiprese e ciabatte.

4. Altezza prese e posizioni off-limits

Una volta stabilito quante prese prevedere e dove collocarle si pone un’ulteriore problema: a che altezza vanno posizionate? Ci sono delle regole ben precise da seguire e dei punti assolutamente da evitare?

4.1 altezze delle prese di corrente

Sotto il profilo prettamente normativo rispetto al posizionamento di punti luce, interruttori e prese di un impianto elettrico civile esistono due riferimenti: la norma CEI 64-8, che fissa le quote minime dei componenti elettrici e la guida CEI 64-50, che suggerisce invece quelle che dovrebbero essere le altezze ottimali. Dunque, in realtà, non esistono quote fisse rispetto all’altezza delle prese, ma solo indicazioni per un’istallazione ottimale, che renda l’utilizzo di prese ed interruttori pratico ed ergonomico.

L’altezza minima delle prese da terra dovrebbe essere sempre pari almeno a 17,5 cm, per evitare incidenti in caso di allagamento, ma spesso soprattutto nei bagni e nelle cucine le prese si posizionano addirittura a 30 cm da terra.

Nei bagni, vicino a specchi e lavabi, l’altezza delle prese che si utilizzano per radersi, asciugarsi i capelli o quant’altro, generalmente è pari a 110-120 cm, lo stesso dicasi per le prese della cucina, che devono essere collocate al di sopra del top. Attenzione invece alla presa della cappa che solitamente va posizionata a circa 180 cm da terra.

Nelle camere da letto l’altezza di prese ed interruttori a servizio dei comodini è fissata a circa 70 cm da terra. Oggi, però, i mobili moderni sovente sono molto più bassi di quelli di un tempo, pertanto questa quota per ragioni estetiche può venir ridotta ad una cinquantina di cm da terra. Allo stesso modo se si pensa di installare un letto a soppalco, o uno a castello, potrebbe essere il caso di prevedere delle prese ad altezza superiore, al di sopra di quella del letto e a servizio di quest’ultimo.

Se si intende posizionare ad una televisione appesa a muro è bene predisporre le prese che dovranno servirla esattamente dietro all’apparecchio così che non rimangano antiestetici fili a vista.
Insomma, l’altezza delle prese, di fatto, come il loro posizionamento è una questione di buon senso e va valutata caso per caso.

Localizzazione Altezza Consigliata Note
Generale Minimo 17,5 cm da terra Per prevenire incidenti in caso di allagamenti; altezze maggiori raccomandate per specifiche esigenze.
Bagni (vicino a specchi e lavabi) 110-120 cm Per apparecchi come rasoi e asciugacapelli.
Cucina (sopra il top) Al di sopra del top della cucina Considerare la funzionalità e l’ergonomia nell’uso quotidiano.
Presa della cappa Circa 180 cm Posizione specifica per evitare fili a vista.
Camere da letto (servizio comodini) Circa 70 cm Può essere ridotta a 50 cm per motivi estetici o aumentata per letti a soppalco/castello.
Dietro la TV (a muro) Altezza della TV Per nascondere i cavi e mantenere l’estetica.

4.2 Posizioni off-limits

Ci sono però chiaramente delle posizioni off limits, alcune imposte dalla legge per motivi di sicurezza, altre dettate, invece, dal buonsenso.

Acqua e corrente, si sa, non sono compatibili: ecco allora che per evitare pericolose interferenze, sia nei bagni che nelle cucine tra l’asse del lavello, così come del lavabo, del bidet, ecc.. e le prese di corrente bisogna mantenere sempre almeno 60 cm di distanza (leggi l’articolo “Impianti elettrici nel bagno“). Anche corrente e calore non è bene siano vicini e la stessa misura di sicurezza si applica dunque anche al piano cottura.

La logica, poi, ad esempio, suggerisce che nelle stanze da letto sarebbe auspicabile non mettete mai prese d’ angolo. Tenete conto che armadi e cassettiere hanno una profondità di 60 cm: quindi pensate bene a dove collocarli, perché purtroppo capita spesso che non si riesca a mettere l’armadio dove si vorrebbe a causa di prese, e soprattutto interruttori, mal posizionati.

5. In conclusione

Come avrete intuito lasciare al caso il posizionamento di prese non è mai una buona idea. Se possibile è sempre meglio studiare un progetto ad hoc che unisca la vostra esperienza di utente con l’esperienza di un elettricista qualificato (che rilascerà la dichiarazione di conformità): infondo non ci vuole molto, basta tener conto dei propri desideri e delle normali abitudini domestiche della vostra famiglia. Non ve ne pentirete e avrete a vostra disposizione tutto ciò che vi serve, esattamente dove vi serve!

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